venerdì 8 maggio 2020

Domande

P. 324

1. Quale impostazione “classica condividono le socologie comprendenti?
 L'espressione sociologie comprendenti risale a Max Weber. Esse condividono l'impostazione weberiana che vede l'azione sociale come oggetto proprio dell'indagine sociologica, e tendono ad indirizzare le loro analisi verso microrealtà sociali, ovvero verso fenomeni sociali di grandezza ridotta.

2. A chi si deve l’espressione “interazionismo simbolico” e a che cosa allude?
 L'espressione interazionismo simbolico è stata introdotta da Herbert Blumer che ha definito gli assunti chiave della prospettiva interazionismo in sociologia:
- gli esseri umani si comportano in base ai significati che le cose hanno per loro 
- Questi significati sono il frutto di un processo di interpretazione che si sviluppa nel corso dell'interazione tra le persone 

3. In che cosa consiste l’aproccio drammaturgico di Goffman? 
 L'approccio drammaturgico di Erving Goffman fa anche parte delle sociologie comprendenti. Nella sua opera La vita quotidiana come rappresentazione, egli paragona la vita sociale a un palcoscenico teatrale e paragona gli individui agli attori. Come in un teatro nella realtà ci sono i retroscena, o gli spazi privati, nei quali gli attori possono assumere comportamenti contraddittori con il ruolo che hanno di fronte al pubblico.  

4. Che cosa sono le tipizzazioni di cui parla Schultz?  
Schutz identifica l'oggetto della sociologia con la sfera della vita quotidiana, fatta da routine che il senso comune da per scontate, ma che in realtà sono esperibili solo sulla base di preesistenti elaborazioni concettuali, definite tipizzazioni. Il mondo in cui viviamo è fatto di realtà "tipizzate" che variano da un contesto all'altro, ma anche in base al significato che assumono nel contesto e a seconda dell'interesse che abbiamo nei loro confronti.

Le sociologie comprendenti

Nell'espressione sociologia comprendente sono comprese tutte quelle sociologie che si ispirano a Max Weber, al quale risale la stessa espressione.
Le sociologie comprendenti vedono l'azione sociale come oggetto proprio dell'indagine sociologica e tendono a indirizzare le loro analisi verso fenomeni sociali di grandezza ridotta, come le interazioni quotidiane fra gli individui.

L'interazionismo simbolico
La parte più significativa delle sociologie comprendenti è quella dell'interno internazionismo simbolico.  L'espressione interazionismo simbolico si deve al sociologo statunitense Herbert Blumer che ha definito con precisione gli assunti chiave della prospettiva interazionismo in sociologia:
- gli esseri umani si comportano in base ai significati che le cose hanno per loro
 - Questi significati sono il frutto di un processo di interpretazione che si sviluppa nel corso dell'interazione tra le persone 
L'interazionismo sottolinea il carattere simbolico della società, un insieme di realtà che hanno un valore diverso, il quale dipende dal valore che gli conferisce l'individuo. Anche le istituzioni esistono solo a partire da alcune azioni sociali e dalle interazioni individuali. Questa corrente sociologica ha indirizzato l'analisi dei sociologici a un approccio "dall'interno" della vita quotidiana delle persone.
L'approccio drammaturgico: Goffman 
Tra le sociologie comprendenti c'è anche l'approccio drammaturgico introdotto da Goffman. In una delle sue opere lui paragona vita sociale ad un palcoscenico teatrale, dove gli individui sono destinati a recitare delle parti e ad interpretare i ruoli diversi. Inoltre c'è anche il retroscena dove gli individui che recitano una parte assumono un comportamento diverso dietro al pubblico.La recitazione coinvolge anche gruppi e categorie sociali, non solo gli individui.Tutta la vita sociale è una rappresentazione che i gruppi sociali mettono in scena di fronte ad altri gruppi, ci sono quindi i gruppi di performance, che comprendono gli recita la parte e igruppi di audience che comprendono chi assiste all'esibizione. L'importante è che i gruppi di audience sono accedano alle situazioni di retroscena.
La prospettiva fenomenologica
Tra le sociologie comprendenti, c'è anche la fenomenologia che è stata introdotta in campo filosofico da Edmund Husserl e in campo sociologico da Alfred Schutz. In una delle sue opere identifica l'oggetto della sociologia con la sfera della vita quotidiana, fatta da routine che il senso comune dà per scontate ma che in realtà sono esperibili solo sulla base di preesistenti elaborazione concettuali, definite da lui "tipizzazioni". Il mondo in cui viviamo è quindi fatto di realtà "tipizzate" che variano da un contesto all'altro e possono assumere un significato diverso in base al contesto e a seconda del particolare interesse che abbiamo noi nei loro confronti. Schulz parla "di provincia è finite di significato".  Sono province, ad esempio il mondo della scienza, dell'arte, dei bambini. Sono tutti i mondi in grado di dare significato diverso a uno stesso oggetto.
Il compito del sociologo è dunque quello di indagare la realtà sociale come una pluralità insieme di conoscenze che soggetti appartenenti a uno stesso ambito condividono e accettano cercando di capirne nozioni regole.


Le sociologie di ispirazione MArxista

Louis Althusser approfondisce la nozione marxiana di "ideologia" analizzando soprattutto gli apparati sociali di cui gli stati si servono per rafforzare e conservare quelle ideologie che sono funzionali ai rapporti di dominio esistenti. Questi apparati secondo lui sono: la scuola, le chiese, il sistema dei media, le istituzioni culturali in generale, e queste strutture vengono chiamate da lui apparati ideologici di Stato.
Le sue teorie hanno avuto una certa importanza negli anni Settanta del Novecento, stimolando una serie di ricerche empiriche sui temi da lui suggeriti come per esempio sul rapporto tra scuola e conservazione delle disuguaglianze sociali.

Le sociologie Critiche Statunitensi


All'interno delle teorie del conflitto possiamo trovare anche cosiddette "sociologie critiche" nordamericane che spesso sono nate come una risposta alla tendenza dell'opinione pubblica statunitense a rappresentare in termini idealizzati la propria realtà sociale. Con questo si indicano gli studi sulla società statunitense condotti da diversi autori in un arco di tempo che va dal periodo della grande depressione fino alla fine degli anni 50, volti a demistificare l'immagine idealizzata che gli Stati Uniti davano di sè  all'opinione pubblica mondiale: ovvero quella di un paese libero e democratico in grado di offrire a ognuno opportunità di crescita di realizzazione.
I sociologi convinti di una realtà ben diversa cercano degli elementi di criticità.

Gli studi dei Lynd


Nel 1929 Robert Lynd scrive un libro, raccogliendo i dati, essi mostrano come la vita sociale in tutte le sue forme era manipolata in funzione degli interessi economici dominanti e come era evidente il contrasto fra la vita dei ceti benestanti e quella delle fasce sociali più povere.
C'è anche un altro studioso che si chiama David Riesman che, nel 1948 ha pubblicato un libro in cui tratteggia quello che ,a suo giudizio, è il tipo umano prevalente nella moderna società occidentale: l'individuo eterodiretto, affrancato dal potere della tradizione e del passato ma incapace di autodeterminarsi liberamente, perché massificato, spersonalizzato, bersaglio dei messaggi dei mezzi di comunicazione e inadatto a relazionarsi agli altri se non nella forma dell'"agglomerazione" implicata dalle pratiche del consumo.

L'analisi di Wright Mills

In seguito un altro sociologo è Charles Wright Mills che nella sua opera offre un quadro disincantato della società statunitense, denominata dal potere dei grandi gruppi finanziari e militari e industriali, che dettano legge della stessa politica. In un'altra opera, l'oggetto dell'analisi dell'autore è la classe media americana, così chiamata in opposizione "colletti blu" , cioè ai membri della classe operaia. Si tratta di un certo in netta espansione, incapace secondo lo studioso, di produrre autonomamente idee, creatività, progettualità e quindi gli individui che vi appartengono non hanno altra cultura se non quella della società di massa che gli ha modellati e li manipola per fini a essi estrani, cullandoli nell'illusione di un benessere o di un prestigio sociale che in realtà non possedevano.

La scuola di Francoforte

Si indica un gruppo di intellettuali che a partire dal 1929 si raccolsero intorno a Max Horkheimer. Due intellettuali che spiccarono sono: Teodoor Adorno e Herbert Marcuse. 
Gli autori della scuola di Francoforte elaborano una lucida analisi della civiltà industriale avanzata nella quale ,a loro giudizio, nascono nuove e più sottili pratiche di controllo sociale, occultate da quei miti diffusi della democrazia e del benessere con cui il sistema  capitalistico si assicura la sopravvivenza e la riproduzione.
 Ne l'uomo a una dimensione di Marcuse, la società occidentale viene rappresentata come una confortevole ragionevole democrazia, orgogliosa di aver sconfitto il bisogno grazie al progresso economico e tecnologico, che però appiattisce l'uomo alla pura dimensione di consumatore, euforico e ottuso, la libertà è solo rappresentata dalla possibilità di scegliere tra prodotti diversi. Si tratta di una libertà per altro fittizia, giàcche i bisogni che spingono l'individuo a desiderare e a scegliere un bene sono in realtà indotti, cioè provocati ad arte dal sistema produttivo per garantire la propria sopravvivenza. Abbagliato da questi falsi bisogni, lui insegue beni che perpetuano in realtà la sua infelicità; è quindi spinto a lavorare fino all'istupidimento per l'ossessione di produrre, e anche nella dimensione apparentemente più private personale, quella del tempo libero, egli è manipolato da forze estranee: infatti si rilassa e si diverte in accordo con gli imperativi del consumo.

martedì 28 aprile 2020

Le teorie del conflitto

Domande:
1) Qual è l'assunto di base delle teorie del conflitto?
Con questa espressione si fa riferimento alle prospettive sociologiche che sono molto spesso diverse tra loro, ma accomunate dalla tendenza a evidenziare la dimensione della conflittualità all'interno della società.
2) Che cosa sono gli apparati ideologici di Stato?
Gli apparati sono la scuola, la chiesa, il sistema dei media, le istituzioni culturali in genere, e questi affiancano gli strumenti di repressione del dissenso di cui lo Stato dispone al fine di tramandare le norme e i valori su cui la società si regge, e quindi garantire la sopravvivenza delle strutture socio-economiche che ne sono il fondamento.
3) In opposizione a quale tendenza nascono le sociologie critiche statunitensi?
Nelle teorie del conflitto fanno parte anche le sociologie critiche nord-americane, spesso nate come una risposta alla tendenza dell'opinione pubblica statunitense a rappresentare in termini idealizzati la propria realtà sociale.
4) In che cosa consiste la prospettiva sociologica elaborata dalla scuola di Francoforte?

Si indica un gruppo di intellettuali che, dal 1929 si raccolsero intorno a Max Horkheimer. Gli autori della scuola di Francoforte elaborarono una lucida analisi della civiltà industriale avanzata, nella quale nascono nuove e più sottili pratiche di controllo sociale, occultate da quei miti diffusi della democrazia e del benessere con cui il sistema capitalistico si assicura la sopravvivenza e la riproduzione.

lunedì 20 aprile 2020

Merton: il funzionalismo critico

Merton afferma che il sociologo deve costruire "teorie a medio raggio", che possono mettersi in posizione intermedia tra la pura e semplice descrizione dei dati empirici raccolti e la generalizzazione troppo astratta. Secondo Merton bisogna rivedere l'impostazione funzionalista, mettendone in discussione i 3 postulati fondamentali:

  • il "postulato dell'unità funzionale", secondo il quale tutti gli elementi di un dato assetto sociale cooperano alla sopravvivenza dello stesso. Questo postulato è applicabile agevolmente alle società semplici studiate dagli antropologi, ma difficilmente si può verificare negli aspetti sociali più complessi, in cui coesistono realtà eterogenee e dove spesso ciò che è funzionale per un determinato gruppo o soggetto sociale non lo è per altri.
  • il "postulato del funzionalismo universale", connesso al precedente, secondo il quale l'esistenza di una determinata realtà o pratica consolidata è di per se sufficiente a ipotizzarne una funzione e un'utilità sociale. Questo ragionamento è smentito dalla realtà. 
  • il "postulato dell'indispensabilità funzionale", quindi esisterebbe una sorta di "corrispondenza biunivoca" tra gli imperativi funzionali del sistema e le istituzioni che a essi rispondono. Secondo Merton, può accadere che una certa esigenza della società sia soddisfatta per mezzo di strutture e organismi diversi.  Ma può capitare il contrario, che all'interno dell'assetto sociale uno uno stesso elemento svolga contemporaneamente più funzioni. Merton introduce in questo modo la distinzione tra "funzioni manifeste" e "funzioni latenti" delle istituzioni.


Può anche capitare che uno stesso elemento svolga contemporaneamente più funzioni, anche se non espressamente dichiarate o totalmente presenti alla consapevolezza dei membri della società.

Funzionalismo

Caratteri generali


Il funzionalismo accoglie dal sociologo Durkheim l'dea del primato della società come realtà collettiva sulle singole "parti"che la costituiscono. Si tratta di concepire la società alla stregua di un organismo vivente, o ad una stregua di un sistema, cioè di un complesso di elementi interdipendenti, tali per cui anche la modificazione di un solo elemento incide sul sistema stesso
Quindi, il funzionalismo spiega la società riconoscendo una corrispondenza tra le strutture che la società stessa si da' e i bisogni sociali a cui tali strutture rispondono e così il funzionalismo approda a una lettura sostanzialmente ottimistica della realtà sociale.



Talcott Parsons: il modello AGIL

La concezione sua della società è sintetizzata dal cosiddetto "modello AGIL", a cui lui designa 4 imperativi a cui ogni sistema sociale è chiamato a rispondere:
  • Adaptation: recepire e trasformare le risorse necessarie per la sopravvivenza del sistema stesso
  • Goal Attainment: definire e perseguire gli scopi a cui il sistema sociale deve tendere
  • Integration: regolare i conflitti interni della società
  • Latent Pattern Maintenance: mantenere i modelli latenti, conservare i valori su cui la società si regge e far si che gli individui li interiorizzino.

Ad ogni imperativo corrisponde un sistema, una precisa classe di istruzioni sociali che ha il compito di occuparsene.
Secondo lui, i 4 imperativi funzionali si ritrovano non solo all'interno della società ma anche in ogni singolo sistema.
Per Parsons , all'interno della famiglia i primi 3 imperativi sono di pertinenza della figura paterna, che ne costituisce il sostegno economico e la fonte dell'autorità, mentre l'ultimo aspetta alla madre, custode degli effetti e dell'intimità domestica.
Talcott Parsons | Sociologo USA
Parsons: i ruoli e le variabili strutturali

All'interno di ogni sistema si svolgono le interazioni tra i soggetti, i quali non prendono parte come singoli, ma come rappresentanti di una determinata posizione, da cui derivano i "ruoli".
I ruoli sono classificabili, secondo parametri che Parsons definisce "variabili strutturali", descrivibili nella forma di coppie di condizioni tra loro alternative.
- affettività/ neutralità affettiva: il soggetto può agire sulla base di sentimenti ed emozioni
- realizzazione/ attribuzione: le persone possono essere valutate in base ai risultati ottenuti con il loro impegno, oppure per qualità indipendenti dalle loro prestazioni e dalla loro volontà.
- universalità/ particolarismo: la condotta di un individuo può essere ispirata a criteri universalistici o particolaristici .
- specificità/ diffusione: esistono ruoli che coinvolgono tutti gli aspetti delle personalità individuali che vi sono implicate, altri invece che riguardano soltanto tratti molto specifici.

- orientamento in vista dell'ego / orientamento in vista della collettività: in genere ci si aspetta che certi ruoli rispondano a interessi privati, altri invece all'interesse della collettività. 

Domande Funzionalismo

DOMANDE P.316
1) Quale idea accoglie da Durkheim il funzionalismo?
Il funzionalismo accoglie da Durkheim l'idea del primato della società come realtà collettiva sulle singole parti che la costituiscono. Si tratta di concepire la società alla stregua di un organismo vivente, o alla stregua di un sistema , cioè di un complesso di elementi interdipendenti , tali per cui anche la modificazione di un solo elemento incide sul sistema stesso.

2) In che cosa consiste il modello AGIL di Parsons?
La concezione parsonsiana della società è sintetizzata dal cosiddetto "modello AGIL", a cui lui designa 4 imperativi a cui ogni sistema sociale è chiamato a rispondere:
-Adaptation: recepire e trasformare le risorse necessarie per la sopravvivenza del sistema stesso
-Goal Attainment: definire e perseguire gli scopi a cui il sistema sociale deve tendere
-Integration: regolare i conflitti interni della società
-Latent Pattern Maintenance: mantenere i modelli latenti, conservare i valori su cui la società si regge e far si che gli individui li interiorizzino.

3) Che cosa sono i ruoli e le variabili strutturali per Parsons?
All'interno di ogni sistema si svolgono le interazioni tra i soggetti, che prendono parte non come singoli, ma come rappresentanti di una determinata posizione da cui derivano i cosiddetti ruoli. I ruoli sono classificabili in base a determinati parametri, che vengono definiti "variabili strutturali”:
-affettività/ neutralità affettiva-realizzazione/ attribuzione
-universalità/ particolarismo
-specificità/ diffusione
-orientamento in vista dell'ego/ orientamento in vista della collettività

4) Perchè il funzionalismo di Merton è critico?
Secondo Merton, il sociologo deve costruire delle "teorie a medio raggio", capaci di porsi in posizione intermedia tra la pura e semplice descrizione dei dati empirici raccolti e la generalizzazione troppo astratta, incapace di spiegare i contesti sociali osservati.
Secondo lui, questa astrazione eccessiva è presente nell'impostazione di Parsons. Per Merton, occorre rivedere l'impostazione funzionalista mettendo in discussione i 3 punti fondamentali:
-postulato dell'unità funzionale
-postulato del funzionalismo universale

-postulato dell'indispensabilità funzionale

domenica 29 marzo 2020

Verifica: Il contesto di nascita della sociologia e i padri fondatori

p.308 n.1

  1. Per Tònnies nella “società” tendono a prevalere rapporti di natura utilitaristica. Vero 
  2. Secondo Pareto, le azioni umane non sono sempre logiche. Vero
  3. Durkheim è il principale ispiratore delle cosiddette “sociologie comprendenti”. Falso, perché il principale ispiratore du Weber 
  4. Secondo Park, l’ampiezza della popolazione urbana favorisce il controllo sociale nei confronti delle condotte devianti. Falso, perché secondo park l'ampiezza della popolazione urbana favorisce l'affermarsi di condotte devianti e comporta l'affermarsi di condotte anticonformiste.

n.2 

a= B
b= C

n.3 
  1. Per Weber, modello interpretativo elaborato del ricercatore tipo ideale 
  2. Per Pareto, razionalizzazione addotte dagli individui a sostegno della loro condotta derivazioni

n.4

  1. August Comte individua la "legge dei tre stadi". Il primo è lo stadio teologico, in cui i fenomeni naturali e storico-sociali concepiti come frutti dell'azione divina, é il prodotto diretto dell'azione divina. Nel seguente stadio metafisico, prevale imvci la tendenza a sostituire gli dei con entità astratte. Infine nello stadio positivo quello a cui, secondo Comte; l'umanità è giunta, l'uomo perviene a una conoscenza scientifica dei fenomeni.
  2. Secondo Comte, la fisica sociale potrà consentire a politici e legislatori di pianificare scientificamente la loro attività e di riorganzzare su base su base razionale la società. Il dominio intellettuale e sociale della scienza permette di unire il genere umano sulla base di valori comuni e condivisi. Comte, verso la fine della sua vita, arriva ad annunciare l'avvento di una nuova religione "laica", in cui l'Umanità sarà il nuovo "essere supremo”.  La fisica sociale si divide in: statica sociale: che studia la struttura del sistema sociale e le relazioni esistenti tra le sue parti; dinamica sociale: che invece studia lo sviluppo del sistema.
  3.  L’ideologia è per Marx la rappresentazione falsata della realtà che viene elaborata dai membri di una classe sociale per diffondere i propri interessi ed il proprio operato, ma presentata come una verità oggettiva e universalmente condivisibile. Per esempio i moderni teorici della borghesia, infatti, considerano la proprietà privata come naturale.
  4. Lui cerca di leggere il fenomeno delle morti volontarie come un fatto eminentemente "sociale".  Noi pensiamo che le persone si uccidano per situazioni e moventi di tipo personale. Secondo Durkheim, si trasformano in "cause suicidogene". 
  5. Per Weber le "azioni affettive" sono azioni che nascono da semplici bisogni emotivi del soggetto. Le azioni affettive fanno parte delle quattro azioni sociali che lui ha identificato: azioni strumentali, azioni morali, azioni affettive e azioni tradizionali.

n.5

I padri fondatori della sociologia sono:

  • Comte; lui viene considerato il padre del Positivismo e della sociologia. Comte ritiene che l'umanità sia giunta al momento dell'affermazione dello spirito scientifico, definito positivismo.  Per spiegare, lui enuncia la "legge dei tre stadi" facendo riferimento alla conoscenza umana e al suo tentativo di spiegare la realtà fisica e sociale.  
  • Marx: Lo studioso ha individuato la storia dell’umanità come un evento materiale i cui attori sono gli esseri umani,, in cui gli uomini sono impegnati a produrre beni necessari per soddisfare i propri bisogni. 
  • Durkheim: Ha contribuito alla nascita della sociologia con lo studio sul suicidio. Per Durkheim la fonte principale di questa distorsione è la tendenza, propria del senso comune, a spiegare i fatti sociali in termini individuali. Per lui, bisogna partire dalla società con le sue istituzioni, che trascende l'individuo e gli sopravvive, si tratta di riconoscere che sull'individuo operano "tendenze collettive" in grado di giudicare le sue azioni e i suoi pensieri.
  • Weber: Weber accoglie l'idea della specificità delle scienze umane: ovvero, non si occupano di 'cose" o di strutture sociali, ma di azioni umane, che rimandano a un soggetto cosciente, in grado di compierle intenzionalmente e di dare loro un certo significato. L'oggetto della sociologia, secondo lui, sono le «azioni sociali», cioè i comportamenti individuali che  hanno un significato sociale dal punto di vista soggettivo, cioè che sono influenzati dalla presenza di altri individui o da ciò che il soggetto agente si aspetta da loro. 
  • Park: Lui riconosce nell'urbanizzazione nuove realtà che hanno creato nuovi ‘tipi’ di umani e di dinamiche razionali. Per esempio la divisione del lavoro ha creato nuove figure professionali.
  • Pareto:  Per Vilfredo Pareto, la sociologia è un corpus di concetti e dottrine che riguardano la società, il diritto, la morale e la politica. Il fulcro per Pareto è l'agire umano, che  classifica in modi diversi. 

n.6

Un'azione "non-logica" non significa ritenerla priva di significato:

  • in primo luogo: la distinzione tra logico e non-logico è  un'astrazione, poiché, nelle situazioni concrete i due tipi di azione sono spesso mescolati; 
  • in secondo luogo: anche le scelte non-logiche, hanno un fondamento anche non essendo l'esito di un ragionamento: esse scaturiscono "residui", cioè  stati emotivi  a cui la natura umana obbedisce, e dalle "derivazioni.

Secondo Parete, è impossibile comprendere il mondo sociale senza tenere conto delle azioni non-logiche e dell'universo simbolico in cui esse fanno le loro radici.

venerdì 27 marzo 2020

La scuola di Chicago

Nel 1892 a Chicago viene fondata l'università, dove nasce il primo Dipartimento di sociologia degli Stati Uniti. Qua prende forma la prima vera riflessione sociologica sulla città. 
La Scuola di Chicago faceva capo a due sociologi in particolare: William Thomas e Robert Park. 
A causa dello stretto legame che unisce la nascita della sociologia alla società industriale e questa allo sviluppo della civiltà urbana, si può dire che la città costituisce un oggetto della ricerca sociologica. 
Gli studiosi si concentrano sulla peculiarità del "vivere" urbano.
Park dice che anche i fenomeni sociali debbano essere compresi in relazione ai meccanismi di competizione, selezione e adattamento che sono alla base del rapporto tra gli organismi e il loro ambiente: questa prospettiva viene detta "ecologia umana". Secondo Park, anche la città va studiata in questo modo. 
Nel saggio "La città: indicazioni per Io studio del comportamento umano nell'ambiente urbano", lui si interroga in particolare sulla direzione che il modo di vita urbano imprime ai comportamenti umani e alle relazioni tra gli individui. 
Da un lato, nota come la divisione del lavoro conseguente all'urbanizzazione abbia creato nuove figure professionali e nuove istituzioni e organizzazioni che sostituiscono le tradizionali reti di relazione tra le persone. 
Dall'altro lato, afferma che l'ampiezza della popolazione urbana comporta una grande eterogeneità e l'affermarsi di condotte anticonformiste.

Un altro aspetto che lui vuole precisare è il seguente: I diversi tipi umani che vivono nella città tendono a dare vita a tanti piccoli "mondi" sociali, fisicamente vicini tra loro ma culturalmente distanti. 
Pareto: l’agire umano tra logica e non-logica 

Per Pareto la sociologia non è una disciplina specifica e distinta, ma un corpus di concetti e dottrine che riguardano la società, il diritto, la morale e la politica. Il fulcro per Pareto è l'agire umano, che  classifica in modi diversi. 
Secondo lui, italiano le azioni umane sono:
  • logiche, cioè azioni in cui la connessione tra "mezzi" e "fini" presente nella mente del soggetto ha una rispondenza oggettiva nella realtà, 
  • non-logiche, cioè azioni in cui questa rispondenza manca. 
Un'azione "non-logica" non significa ritenerla priva di significato:
  • in primo luogo: la distinzione tra logico e non-logico è  un'astrazione, poiché, nelle situazioni concrete i due tipi di azione sono spesso mescolati; 
  •  in secondo luogo: anche le scelte non-logiche, hanno un fondamento anche non essendo l'esito di un ragionamento: esse scaturiscono "residui", cioè  stati emotivi  a cui la natura umana obbedisce, e dalle "derivazioni.
Secondo Parete, è impossibile comprendere il mondo sociale senza tenere conto delle azioni non-logiche e dell'universo simbolico in cui esse fanno le loro radici.

Può succedere, dice Pareto, che un'azione non-logica compiuta dal soggetto per un determinato scopo si riveli in realtà funzionale al conseguimento di un altro obiettivo, non intenzionalmente perseguito dall' individuo ma logicamente implicato nella sua scelta. 

Weber: la sociologia come studio delle azioni sociali 

L' opera di Max Weber può essere interpretata come il tentativo di superare questa opposizione tra la concezione positivista  della sociologia e i nuovi modelli interpretativi che provenivano dalla cultura tedesca.
Da quest'ultima Weber accoglie l'idea della specificità delle scienze umane: ovvero, non si occupano di 'cose" o di strutture sociali, ma di azioni umane, che rimandano a un soggetto cosciente, in grado di compierle intenzionalmente e di dare loro un certo significato. 
L'oggetto della sociologia, secondo lui, sono le «azioni sociali», cioè i comportamenti individuali che  hanno un significato sociale dal punto di vista soggettivo, cioè che sono influenzati dalla presenza di altri individui o da ciò che il soggetto agente si aspetta da loro. 

Le tipologie dell’azione sociali 

  • azioni strumentali: azioni che l'individuo decide di compiere in vista di un determinato scopo;
  • azioni morali: quando il soggetto sceglie una certa azione guidato da un principio etico oppure da un valore; 
  • azioni tradizionali: si tratta di azioni che riflettono abitudini  o regole sociali seguite in modo automatico;
  • azioni affettive: le azioni nascono da semplici bisogni emotivi dell'individuo. 

La dottrina del “tipo ideale “

La necessità di interpretare i fenomeni sociali come il risultato dell'agire umano e del senso che gli individui danno alle azioni proprie e altrui non implica tuttavia, per Weber, la rinuncia al compito proprio di ogni conoscenza scientifica. Le scienze naturali adempiono a questo compito riconducendo i singoli fenomeni alle leggi universali che li governano.
Le scienze umane, invece si occupano della costruzione di tipi ideali, cioè di modelli interpretativi generali, che il ricercatore elabora selezionando o accentuando aspetti di questa realtà, al fine di creare una configurazione coerente. 
Weber può parlare di "borghesia" o di "economia cittadina"  sapendo che nella realtà concreta la fisionomia dei singoli individui appartenenti alla borghesia o alle diverse economie urbane non è uniforme, e che ognuno di loro può presentare tratti diversi ed eterogenei. Il tipo ideale funziona  come un modello di riferimento rispetto al quale inquadrare i singoli casi è utile per stabilire confronti e correlazioni, analogie e le eventuali differenze tra i fenomeni ricercati.
Il "tipo ideale può essere utilizzato anche in rapporto alla classificazione delle azioni sociali. Solo astrattamente, esistono azioni "soltanto" morali, azioni "soltanto" strumentali.
Le concrete scelte degli individui sono quindi una mescolanza di queste diverse categorie.






La lettura weberiana della modernità 


Weber cerca di interpretare il cambiamento che ha investito la società occidentale a partire dall'età moderna, e che lui chiama "razionalizzazione". Lui intende affermare, la consapevolezza che "tutte le cose possono essere dominate dalla ragione", ovvero che "se solo lo si volesse, si potrebbe sempre giungere a conoscenza".
Questo si affianca a ciò che Weber definisce disincantamento del mondo, cioè al venir meno degli aspetti magici e religiosi della vita.
Secondo Weber, il processo di razionalizzazione ha modificato  l'esistenza umana, conducendo a un'organizzazione della vita sociale fondata su criteri di razionalità ed efficienza.
Alcuni esempi sono:


  • lo sviluppo della scienza e della tecnologia
  • la nascita della burocrazia  
  • l'affermazione dell'economia capitalista
Durkheim: il primato del sociale sull’ individuale 

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Per Durkheim la fonte principale di questa distorsione è la tendenza, propria del senso comune, a spiegare i fatti sociali in termini individuali. Per lui, bisogna partire dalla società con le sue istituzioni, che trascende l'individuo e gli sopravvive, si tratta di riconoscere che sull'individuo operano "tendenze collettive" in grado di giudicare le sue azioni e i suoi pensieri.

Gli studi del suicidio 

Il suicidio. Studio di sociologia. Lui cerca di leggere il fenomeno delle morti volontarie come un fatto eminentemente "sociale".  Noi pensiamo che le persone si uccidano per situazioni e moventi di tipo personale. Secondo Durkheim, si trasformano in "cause suicidogene". Durkheim distingue questo proposito in tre condizioni fondamentali:

  • quando l'integrazione sociale è debole e l'individuo finisce per far capo solo a se stesso, affermando"l'io individuale a danno di quello sociale", si verifica il cosiddetto suicidio egoistico.
  • quando l'individuo fatica a trovare la propria individualità e ripone la propria essenza in un valore collettivo più alto, si ha il suicidio altruistico
  • quando viene meno il potere morale della società di disciplinare le passioni dell'individuo, chiamato suicidio anomico

Una strategia di difesa: l’appello alla solidarietà “organica”

Secondo lui, sugli individui operano "tendenze collettive" per attuare misure preventive nei confronti dei suicidi: è dunque promuovere la coesione sociale e rafforzare la coscienza collettiva. Realizzare questo è semplice nelle società preindustriali, caratterizzate da quella che Durkheim chiama solidarietà meccanica, fondata sulla somiglianza di tutti i membri della comunità a un tipo sociale unico, e quindi sull'esistenza di individui "indifferenziati".

La questione delle società complesse è più complessa, perchè l'alto grado di differenziazione degli individui indebolisce la coscienza collettiva. Nelle società complesse è possibile un nuovo tipo di coesione, definita solidarietà organica fondata sulla conoscenza che la società è un organismo in cui, in virtù della divisione del lavoro, tutti sono mutamenti interdipendenti.

Marx


Marx: un’analisi storico- sociologico 

Il suo intento è quello di realizzare un'analisi globale della realtà e della storia che spazi dalla filosofia, all'economia, alla politica, dove però trovi spazio anche una precisa concezione della società.

Marx dice che prima di tutto la storia è un evento materiale, in cui attori sono gli uomini impiegati nella produzione dei beni necessari al soddisfacimento dei loro bisogni. Ogni epoca storica è caratterizzata da un determinato livello di sviluppo di ciò che Marx chiama "forze produttive"; a ogni livello di sviluppo corrisponde una precisa configurazione della società, al cui interno gli individui occupano posizioni diverse, determinate dal rapporto che intrattengono con la proprietà dei mezzi di produzione.
La divisione della società in classi è sempre esistita. Marx dichiara che la "storia di ogni società finora esistita è storia di lotte di classi".
Karl Marx ( 1818 - 1883)
Karl Marx ( 1818 – 1883)

a) le classi dominanti e il dominio sulle idee

La classe dominante esercita il suo potere anche sulle classi che circolano nella società in cui opera, perchè essa dispone  degli strumenti per affermare la propria concezione della realtà.
La visione del mondo elaborata dalla classe dominante è una "prigionia" della posizione sociale occupata da questa classe e degli interessi che le sono connessi, e quindi non può essere obiettiva.
Marx chiama ideologia questa rappresentazione falsata della realtà, elaborata dai membri di una certa classe sociale per difendere i propri interessi e il proprio operato, ma presentata nella forma mistificatoria di una verità oggettiva e condivisibile. Il rovesciamento del dominio capitalista presuppone lo smascheramento dell'ideologia borghese e l'acquisizione da parte della classe operaia di una piena consapevolezza di se e della propria condizione di sfruttamento.

La riflessione di Marx mette in luce: la tendenza degli uomini a elaborare una visione della realtà condizionata dalla loro posizione sociale e dagli interessi a essa connessi.

I padri fondatori

Comte: inventore della sociologia 

Comte viene considerato il padre del Positivismo e della sociologia. Lui ritine che l'umanità sia giunta al momento dell'affermazione dello spirito scientifico, definito positivismo.  Per spiegare, lui enuncia la "legge dei tre stadi" facendo riferimento alla conoscenza umana e al suo tentativo di spiegare la realtà fisica e sociale. Secondo questa legge, il cammino della conoscenza prende le mosse da uno stadio"teologico", dove i fenomeni naturali e sociali vengono spiegati come il prodotto diretto dell'azione divina. Esiste un secondo stadio, "metafisico", dove prevale la tendenza a sostituire gli dei con entità a stratte. Come ultimo stadio, quello positivo, secondo Comte l'umanità è giunta, l'uomo previene a una conoscenza scientifica dei fenomeni, libera da influenze mitico-religiose.

Conoscere scientificamente gli eventi significa sottoporre a osservazione i fenomeni, individuare tra essi relazioni costanti e per concludere formulare una legge.

-La sociologia come fisica sociale

Comte si rende conto che lo stadio positivo viene raggiunto da poche discipline, come matematica e fisica. Invece fatica ad affermarsi nella comprensione dei fatti storico-sociali.
Sociologia= studio scientifico dei fenomeni e dei processi sociali, mirato a coglierne la realtà nel mondo più obiettivo possibile, al di la delle inevitabili distorsioni dell’esperienza quotidiana. 

La sociologia rappresenta la conoscenza positiva dei fatti sociali. Essa viene definita anche fisica sociale, suddivisa in due:
  • statica sociale (chiarire la struttura del sistema sociale) 
  • dinamica sociale
Secondo Comte, la fisica sociale potrà consentire a politici e legislatori di pianificare scientificamente la loro attività e di ri-organzzare su base su base razionale la società. Il dominio intellettuale e sociale della scienza permette di unire il genere umano sulla base di valori comuni e condivisi. Comte, verso la fine della sua vita, arriva ad annunciare l'avvento di una nuova religione "laica", in cui l'Umanità sarà il nuovo "essere supremo”.



Domande

P. 324 1. Quale impostazione “classica condividono le socologie comprendenti?  L'espressione sociologie comprendenti risale a Max Web...